Dimentico le cose, non la tua voce.
Non sono mai andato via,
un passo avanti l'altro,
un inchino ai venti di garbino,
in attesa della pioggia, della marea.
Non ho perso le mani
immergendole nella sabbia,
spezzando coralli e meduse di vetro,
sporcandole di nero di seppia,
di squame argentate.
Le strade alberate, le radici sotto l'asfalto
so ancora dove sono, anche al buio.
sono si in bilico
fra i miei occhi e i miei sogni,
ancora spigoli feroci,
ancora le mie mani graffiate.
per questo sono cosi' lontano.
Bella!
RispondiEliminagrazie marco!
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