Un giardino ignorato,
solcato da vie sottili come pioggia,
l'anticamera della spiaggia.
Il mare inquieto,laggiu',
il sole discreto di quà dal basso muro grigio,
informe,anonimo.
La strada strillava di lavori in corso,
di gente attenta a trovare un posto,
un quadrato disegnato a terra,
e nuvole veloci,bianche,inafferrabili.
Tu mi aspettavi,sulla sabbia,
e io in piedi,assente ai miei sogni eterei,
mi vergognavo delle mie mani
fredde,inesperte.
Mio padre strillava,
tagliava l'aria come una lama
sottile come le mie labbra ,
inerti davanti alle sue occhiate decise.
Correvo sulla sabbia,
sgusciando tra ombre precise,
archi di luce che ferivano gli occhi.
Cercavo le tue mani
e trovavo le tue risate.
Poi,sotto l'improvviso temporale,
lasciati scappare i piu' paurosi,
ci guardavamo
e c'era il sole, lo stesso.