Il vento ha altro da fare,
ha da correre,
ti accarezza la gola
come un velo di seta,
ti prende il respiro dalla bocca
per farne risate,
i sogni dagli occhi
ti prende
per farne canzoni.
Ha si altro da fare,lui,
corre senza tregua
verso il mare che c'è
di là dalle mie mani.
Si nasconde improvviso
in un angolo fra i tetti,
spalanca una finestra,
fugge su per un camino.
Ha altro da fare il vento,
cullare la mia voce
fino ai tuoi capelli,
mischiandoli cosi' bene
che non riusciamo più
a districarli.
Non si vorrebbe mai
tornare indietro,
dalla primavera.
sabato 21 aprile 2018
venerdì 16 febbraio 2018
IL MARE DISTRATTO
Un giardino ignorato,
solcato da vie sottili come pioggia,
l'anticamera della spiaggia.
Il mare inquieto,laggiu',
il sole discreto di quà dal basso muro grigio,
informe,anonimo.
La strada strillava di lavori in corso,
di gente attenta a trovare un posto,
un quadrato disegnato a terra,
e nuvole veloci,bianche,inafferrabili.
Tu mi aspettavi,sulla sabbia,
e io in piedi,assente ai miei sogni eterei,
mi vergognavo delle mie mani
fredde,inesperte.
Mio padre strillava,
tagliava l'aria come una lama
sottile come le mie labbra ,
inerti davanti alle sue occhiate decise.
Correvo sulla sabbia,
sgusciando tra ombre precise,
archi di luce che ferivano gli occhi.
Cercavo le tue mani
e trovavo le tue risate.
Poi,sotto l'improvviso temporale,
lasciati scappare i piu' paurosi,
ci guardavamo
e c'era il sole, lo stesso.
solcato da vie sottili come pioggia,
l'anticamera della spiaggia.
Il mare inquieto,laggiu',
il sole discreto di quà dal basso muro grigio,
informe,anonimo.
La strada strillava di lavori in corso,
di gente attenta a trovare un posto,
un quadrato disegnato a terra,
e nuvole veloci,bianche,inafferrabili.
Tu mi aspettavi,sulla sabbia,
e io in piedi,assente ai miei sogni eterei,
mi vergognavo delle mie mani
fredde,inesperte.
Mio padre strillava,
tagliava l'aria come una lama
sottile come le mie labbra ,
inerti davanti alle sue occhiate decise.
Correvo sulla sabbia,
sgusciando tra ombre precise,
archi di luce che ferivano gli occhi.
Cercavo le tue mani
e trovavo le tue risate.
Poi,sotto l'improvviso temporale,
lasciati scappare i piu' paurosi,
ci guardavamo
e c'era il sole, lo stesso.
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